NASO

Naso



Rinoplastica

Un naso “brutto”, magari perché troppo lungo o con la gobba o, ancora, un naso che ostacola la respirazione, a causa del setto deviato dalla nascita o in conseguenza di un trauma. In tutti i casi, la risposta è l’intervento di rinoplastica, intervento considerato tra i più “impegnativi” – per il suo intervenire sulle strutture ossee – ma meno impegnativo oggi di un tempo in termini di convalescenza e fastidi post-operatori. Non tutti i ritocchi sul naso richiedono però di intervenire sulle strutture ossee. Quando la parte da migliorare è solo la punta, quella che tra l’altro risente maggiormente del passare del tempo, si ricorre al meno impegnativo intervento di rino-tip.



Anche il naso invecchia

Non solo la regione attorno agli occhi e alle labbra, il collo e le mani: pure il naso invecchia. Di solito non ce ne accorgiamo, ma con il passare degli anni anche il naso risente della forza di gravità. In una parola, tende a cadere, un effetto che è sensibile in particolare sulla punta, che tende ad abbassarsi.

Ancora, a causa della progressiva, fisiologica perdita di volume di guance, zigomi e labbra, anche un naso proporzionato con il passare degli anni tende a sembrare più grosso. E le cose vanno decisamente peggio per nasi già in partenza “importanti”.

Per contrastare l’invecchiamento del naso si può ricorrere all’intervento di rino-tip, che di solito avviene in anestesia locale e porta a modificare la sola punta. L’intervento non lascia cicatrici visibili, perché le incisioni avvengono nella parte interna delle narici e comporta una convalescenza abbastanza breve. All’uscita dalla sala operatoria, vengono posti dei cerottini sul naso, con lo scopo di condizionare ulteriormente la forma della punta, che vengono tolti dopo 6-8 giorni. Il gonfiore è in genere piuttosto modesto.

Per aumentare l’ “effetto risalita”, e quindi per contrastare maggiormente la caduta della punta, in alcuni casi nello stesso intervento si provvede anche a scollare i tessuti dalle ossa del dorso, in modo da sfruttare a scopo estetico il principio della retrazione cicatriziale, in base al quale ogni cicatrice – formandosi – ‘mangia’ parte dei tessuti vicini. In questo caso la retrazione cicatriziale contribuisce a far alzare un po’ la punta. Anche in questo caso la cicatrice è assolutamente invisibile, in quanto interna al naso e posta tra le ossa e i tessuti di rivestimento.

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